MONVISO TOMA

Una Tuma che racconta il legame con il territorio, la cura artigianale e il valore di una tradizione familiare che continua nel tempo, grazie alla quale Pama porta sulle tavole d’Italia e d’Europa un prodotto che racconta il Piemonte autentico.

UNA TRADIZIONE DI FAMIGLIA, UN SAPORE AUTENTICO

Ai piedi del Monviso, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e i pascoli incontaminati donano al latte caratteristiche uniche, nasce la Tuma del Monviso, un formaggio che racchiude tutta la tradizione casearia della montagna.

La sua produzione è frutto di un sapere tramandato da generazione in generazione nella nostra famiglia, dove l’esperienza, la selezione delle migliori materie prime e il rispetto delle tecniche artigianali si combinano con un’attenzione costante alla qualità. Il latte di montagna, raccolto con cura da allevamenti selezionati, viene lavorato secondo metodi tradizionali, mentre la stagionatura sulle assi di legno, permette al formaggio di sviluppare il suo profilo aromatico in modo naturale.

Il trattamento in salamoia e la lenta maturazione conferiscono alla sua pasta morbida un inconfondibile colore giallo paglierino, mentre il gusto, dolce ma intenso, richiama i sapori autentici della tradizione alpina. Un formaggio genuino, che porta sulla tavola il sapore delle montagne e il saper fare di chi, con passione, ne custodisce la lavorazione giorno dopo giorno.

Pama: l’eccellenza del territorio a tavola

Una Tuma che racconta il legame con il territorio, la cura artigianale e il valore di una tradizione familiare che continua nel tempo, grazie alla quale Pama  porta sulle tavole d’Italia e d’Europa un prodotto che racconta il Piemonte autentico.

Abbinamenti e consigli di degustazione

La Tuma del Monviso è perfetta per essere gustata da sola, magari accompagnata da un miele di montagna o da una confettura di fichi, che ne esaltano la dolcezza naturale. Si presta come protagonista di taglieri di qualità, abbinata a salumi e grissini, per una tipica merenda sinoira, che i Piemontesi considerano antesignana dell’attualissima abitudine dell’apericena.

  • Taglieri di formaggi e salumi, abbinata a un buon pane di segale o grissini artigianali.
  • Ricette gourmet, come torte salate, risotti cremosi o sfiziosi crostini con frutta secca e noci.
  • Vini locali, come un Dolcetto di Dogliani o un bianco aromatico come il Favorita, che ne esaltano il carattere autentico.

Che formaggio è la Tuma?

Toma, in Piemontese “Tuma” è il formaggio che meglio rappresenta la tradizione casearia piemontese. Nella tradizione popolare il nome Toma è sempre stato associato a diverse indicazioni geografiche (Toma di Ormea, Toma di Biella, Toma di Susa, Toma di Lanzo, ecc.) oppure a nomi di fantasia. Dall’unione di queste tradizioni nasce nel 1996 la Denominazione di Origine Protetta.

Origine etimologica

L’origine etimologica non è del tutto chiara. Esistono diverse teorie riguardo alla derivazione di questo nome:​

  • Origine francese: alcuni studiosi ritengono che “Toma” derivi dai termini francesi “Tome” o “Tomme”, utilizzati per designare formaggi simili prodotti negli alpeggi della Savoia. ​
  • Derivazione dialettale piemontese: un’altra ipotesi collega il termine al vocabolo piemontese “tuma”, che significa “caduta”. Questo potrebbe riferirsi al processo di coagulazione del latte durante la caseificazione, in cui la caseina precipita formando la cagliata.
  • Origine latina: alcuni suggeriscono una derivazione dal verbo latino “tomare”, che significa “cadere”, sempre in riferimento alla precipitazione della caseina nella cagliata. ​

In Sicilia, il termine “tuma” indica un formaggio fresco ottenuto dalla cagliata del latte ovino, senza aggiunta di sale, che deve essere consumato entro una o due settimane dalla produzione.

Nonostante le diverse teorie, l’etimologia esatta del termine “Toma” rimane incerta. Tuttavia, è evidente che questo nome sia profondamente radicato nelle tradizioni casearie di diverse regioni italiane e francesi, riflettendo la ricca storia e la varietà delle produzioni locali

Un territorio unico, una tradizione millenaria

Ai piedi del Monviso si estende un territorio ricco di storia, natura incontaminata e antiche tradizioni casearie. Qui, tra pascoli d’alta quota e alpeggi rigogliosi, nasce un latte straordinario, la base di formaggi che raccontano l’identità di una terra autentica.

Le condizioni climatiche della zona, con inverni rigidi ed estati fresche, e la ricchezza botanica dei pascoli conferiscono al latte caratteristiche uniche: profumi intensi, una cremosità naturale e un perfetto equilibrio tra dolcezza e sapidità. È proprio da questa eccellenza che nasce la Tuma del Monviso, un formaggio che racchiude la vera essenza delle Alpi piemontesi.

Il Monviso: un simbolo visibile da lontano

Il Monviso con i suoi 3841 metri e la sua inconfondibile forma piramidale, si erge sulle cime circostanti e domina incontrastato il panorama, così da essere chiamato col toponimo di Vesulus, Vesulo, Viso, Monte Visibile. È una delle montagne più iconiche delle Alpi Cozie, soprannominato “Re di Pietra” che domina la Valle Po’, con ai suoi piedi il Pian del Re, dove il nasce il grande fiume.

Un po’ di storia

La sua vetta fu raggiunta per la prima volta il 30 agosto 1861 dagli alpinisti britannici William Mathews e Frederick Jacomb, accompagnati dalle guide Jean-Baptiste e Michel Croz. Questa impresa segnò l’inizio dell’esplorazione alpinistica della montagna che, il 12 agosto 1863, fu raggiunta da una spedizione interamente italiana, guidata da Quintino Sella. Pochi mesi dopo venne fondato il Club Alpino Italiano (CAI), con l’obiettivo di promuovere l’alpinismo e la conoscenza delle montagne italiane.

Nel 2013, per le sue straordinarie peculiarità naturalistiche e paesaggistiche, il Monviso è stato ufficialmente riconosciuto come Riserva della Biosfera nazionale e transfrontaliera nell’ambito del programma UNESCO “Man and Biosphere” e oggi continua a rappresentare una meta ambita per alpinisti e appassionati di natura, offrendo panorami mozzafiato e un legame profondo con le tradizioni del territorio piemontese.​

Il Buco di Viso: il primo traforo alpino

Una delle curiosità più affascinanti legate al Monviso è la presenza del Buco di Viso, considerato il primo traforo alpino della storia. Costruito nel 1480 per volere del marchese di Saluzzo Ludovico II, il tunnel, lungo circa 75 metri, aveva lo scopo di facilitare i commerci tra il Marchesato di Saluzzo e la Francia, permettendo il passaggio di merci come sale, canapa e olio di noce. Oggi il Buco di Viso è percorribile a piedi, offrendo un affascinante viaggio nel tempo.

Scopri la Tuma del Monviso e lasciati conquistare dal suo gusto unico, tra tradizione e innovazione.

innovazione.

Fonti

https://it.wikipedia.org/wiki/Toma_%28formaggio%29

https://it.wikipedia.org/wiki/Tuma

https://it.wikipedia.org/wiki/Monviso

https://langhe.net/974/la-toma-piemontese

https://www.mauropiccione-guidaalpina.it/

https://www.pamasalumi.it/prodotto/tuma-del-monviso/

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